From Blog Cibo e Salute

Il secondo (non per importanza) killer della salute umana:

“Le farine doppio zero”

farina 00, grano nanoVi parlo oggi di un altro prodotto dell’industria alimentare, che ciascuno di noi mangia più volte nella giornata e che, pur provenendo da un alimento naturale, il frumento, di naturale non conserva quasi più nulla, dopo aver subito le “attenzioni” dalla suddetta industria alimentare.

Sto parlando delle farine 00, di cui sono fatti la pasta, il pane e gli altri prodotti da forno che oggi troviamo sugli scaffali dei negozi e super-market, dove ci approvvigioniamo della nostra dose quotidiana di veleni e sostanze tossiche.

Dopo un importante processo lavorativo, il povero chicco di grano viene spogliato di cappotto (crusca) e biancheria intima (germe), lasciandolo solo con gli zuccheri complessi, l’amido.

Tutta la fibra della crusca e le vitamine e gli oli (omega 3) del germe vengono sacrificati e immolati al Dio Consumismo !!!

Ma perché tutto questo, vi chiederete?

La risposta è semplice: così, ridotto ai minimi termini, questo surrogato del grano può essere conservato per un tempo indefinito, può essere trasportato in qualunque angolo del mondo, senza pericolo che possa “andare a male”.

In un sacco di farina doppio zero, le mosche non andranno mai a deporre le loro uova (mica sono sceme !!), come invece accadeva ai tempi dei nostri nonni, quando, se si distraevano, dopo un mesetto dalla loro farina integrale sbucavano le farfalline !!

Ma cosa comporta tutto ciò, ai fini della nostra salute, tanto da giustificare il titolo di queste mie note (killer)?

Vediamo: anzitutto quanto già detto nel mio “pezzo” precedente sullo zucchero raffinato, cioè i rapidi alti e bassi di glicemia e insulina con risultato di sovrappeso e obesità (se va bene) e malattie (se va peggio).

Questo vale per pasta e soprattutto per pane, focacce, biscotti e prodotti da forno in genere, ottenuti da farine 00.

Infatti gli amidi, senza le fibre della crusca, vengono rapidamente scissi in zuccheri semplici e le “montagne russe” a cui vanno incontro glicemia e insulina non sono benevoli per la nostra salute.

Ad esempio, vi sono degli studi recenti, fatti su pazienti con tumore al seno, che dicono come la presenza e il numero delle metastasi e quindi l’evoluzione della malattia, sia correlato alla glicemia delle stesse pazienti, anche con valori nella normalità.

Cioè, le donne operate al seno che viaggiano con una glicemia di 70 mg/dl hanno meno probabilità di fare metastasi di quelle che hanno 90 o 100 mg di glicemia, che pure è considerato ancora un valore nella norma.

Questo è un aspetto del problema, quello che è venuto fuori negli ultimi 50 anni, con il diffondersi della attuale alimentazione stile americano-occidentale.

Un altro aspetto del problema è legato al grano di oggi, il grano moderno detto grano creso, che è stato “creato” in Italia intorno agli anni ’70.

Questo grano, detto grano “nano”, è stato ottenuto irradiando con raggi gamma il povero grano antico, che aveva il difetto di essere troppo alto e di piegarsi al vento.

Ma questa sua caratteristica gli consentiva di non essere attaccato dalla gramigna e quindi di non aver bisogno di tanti antiparassitari, a differenza del suo successore, il grano nano, che proprio per essere nano, abbisogna di generose dosi di schifezze chimiche (leggi Monsanto) per sopravvivere.

Inoltre, come ulteriore regalo della irradiazione con raggi gamma, i cromosomi del suo DNA, da essere 7 sono diventati 48.

Dunque il grano moderno, il grano creso, il grano nano (chiamiamolo come vi pare) è un OGM (organismo geneticamente modificato) a tutti gli effetti.

Risultato di tutto questo: le cosiddette intolleranze al glutine si sono moltiplicate per 10 dopo gli anni ’70 (da 1/1250 individui della popolazione a 1/150) !!!!

Per inciso, un ricercatore che ha studiato la celiachia per tutta la sua vita professionale, dice: “ sapete la differenza fra un celiaco e un NON celiaco? È che il secondo non sa di esserlo !!!”

Del resto gli studiosi di antropologia moderna ci spiegano che la scimmia “uomo”, dal punto di vista biochimico, anatomico e metabolico, non è ancora in grado di digerire e assimilare perfettamente i cereali in genere, a differenza di piccioni e galline. E che ci vorranno forse 2 o 300 mila anni perché si ottenga questo risultato.

Del resto sono “solo” 10.000 anni che l’uomo ha cominciato a nutrirsi di cereali !!!!

Ma non crediate che sia finita qui !!

Vi è un altro aspetto, che ho messo per ultimo ma che forse è il più importante per gli effetti tremendi che ha sulla nostra salute, e che ci deve indurre a un atteggiamento un po’ più sospettoso nei confronti dei cereali e soprattutto dei prodotti con farine raffinate.

Lo sapete che i nostri nonni con la farina facevano la colla?

Ricordo mia nonna che con farina bianca e un po’ di acqua incollava qualche paginetta che se ne veniva dal suo prezioso quadernetto.

A quei tempi, per molti versi più fortunati dei moderni, quando la chimica ancora non aveva invaso tutto e tutti, sapete come facevano i falegnami e i maestri d’ascia a fabbricare i mobili e le barche, rispettivamente?

Per fare la colla necessaria alla costruzione dei loro manufatti, utilizzavano soprattutto due sostanze: la farina e il latte.

E allora provate a immaginare cosa succede nel nostro intestino con l’introduzione una, due, tre e più volte tutti i giorni, per anni e decenni di biscotti, pane, pasta, focacce, mozzarella, parmigiano, latte, yogurt e tutti gli svariati derivati di latte e cereali che la operosità umana riesce a creare !!!

Se vi riesce difficile immaginarlo, vi aiuto io: (guardate le immagini sotto)

se distendiamo la superficie interna del nostro lungo intestino, compreso (soprattutto) la superficie dei 5 milioni di villi intestinali (estroflessioni a forma di dito della altezza di pochi mm., che tappezzano il nostro intestino tenue), si realizza una superficie di circa 600 mq, come due campi da tennis.

Tutta questa superficie è fondamentale per il lavoro di assorbimento del nostro cibo, è lì che si svolge il gioco della vita, è lì che si fa la differenza fra la salute e la malattia !!

                                 Immagini di villi intestinali normali

 

effetto glutine villi intestinali

Ebbene, amici miei, se siete accaniti consumatori delle cibarie descritte sopra, sappiate che il vostro intestino disteso non raggiunge la superficie di una camera.

Da 5/600 mq scende miseramente a 40 mq.

Tutto questo perché la colla glutine (ma anche la colla caseina), saldano fra di loro quelle digitazioni delle immagini, i villi, lasciandone liberi per lavorare e assorbire solo la punta, se va bene.

Però, come si fa a dire a un italiano, magari meridionale, che deve abolire pane e pasta?

D’ altra parte, chi mi conosce sa che per cultura e formazione non sono integralista, estremista, non amo le etichette e le classificazioni (vegetariano, vegano, crudista etc. etc. etc.).

Il mio unico obiettivo è quello di informare la gente, nella speranza di veder limitare quei comportamenti auto lesionistici (alimentari, ma non solo), quotidianamente indotti da propaganda mendace e antiscientifica.

E allora, come dico ai miei pazienti: pane e pasta mangiamone un po’ di meno e mangiamoli “integrali”.

Non è difficile trovarli e nella nostra Matera vi sono oggi imprenditori coraggiosi che li producono con elevati standard qualitativi.

Almeno due giorni a settimana concediamo riposo al nostro intestino, lasciandolo libero da pane e pasta.

Il riso è un ottimo alimento, ma deve essere integrale o almeno semi-integrale.

Se in casa avete del riso bianco, buttatelo!!! (come dice il Prof. F. Berrino).

 

Alla prossima

Antonio Spagnuoli

Dott. Spagnuoli su ” La nuova Murgia”

In questa intervista il Dott. A. Spagnuoli, medico chirurgo in pensione, illustra il suo pensiero a riguardo della “medicina tradizionale” nei confronti del tumore. In questa sua dettagliata esposizione illustra il percorso che lo ha portato a credere fortemente che l’alimentazione e lo stile di vita siano le soluzioni più efficaci per sconfiggere le malattie tumorali.

La Murgia Spagnuoli” Agli inizi degli anni 70-80 operavamo un tumore ogni 3-4 mesi. A partire dal 2000 i dati sono cambiati. Nel novembre 2008, prima di lasciare l’ospedale, facevamo quattro sedute a settimana e mediamente beccavamo 1-2 tumori a seduta. “

E ancora:

” Se dovessi ammalarmi di tumore, non mi farei operare, nè penserei di ricorrere alla chemio e radioterapia. Farei un percorso completamente diverso. Parte dal cibo. che è fondamentale, poi lo stile di vita. Vuol dire: sole, ossigeno e atteggiamento mentale… “

L’intera intervista è contenuta in questo pdf, o sfogliabile qui di seguito.

Buona lettura.

 

I due killers della salute umana

Fra i nemici peggiori della salute dell’uomo moderno, due spiccano per la gravità dei danni che riescono a infliggere e per la frequenza dell’uso che oggi se ne fa: gli zuccheri raffinati e le farine 00.

zucchero saluteOggi voglio raccontarvi qualcosa su:

LO  ZUCCHERO  RAFFINATO

Lo Zucchero (Saccarosio), così come il sale comune, è prodotto dall’uomo dopo un lungo processo meccanico-chimico (Canna da Zucchero, Barbabietola).

In natura non esiste come alimento, è presente solo sotto forma di fruttosio nella frutta, solo che nella frutta è un elemento organicato, benefico e perfettamente assimilabile, al contrario quello industriale è inorganico, poco assimilabile e dannosissimo, una vera tragedia per l’umanità.

E’ stato introdotto nella alimentazione moderna, almeno in Europa, verso la metà del 1800.

Prima di allora si usavano prodotti grezzi estratti dalla canna da zucchero, nei paesi tropicali e sub-tropicali.

In Europa si cominciò a utilizzare dolcificanti derivati dalla barbabietola da zucchero, la cui coltivazione fu voluta da Napoleone Bonaparte.

In ogni caso si trattava di zuccheri semigrezzi ottenuti con poche fasi di lavorazione e di estrazione.

Del resto quelli di voi che hanno più di 60/70 anni, ricorderanno che lo zucchero  dell’anteguerra o del primo dopoguerra aveva un colore grigiastro ed era di grana più grossolana, proprio perché non subiva tutti i processi “chimici” cui viene sottoposto lo zucchero di oggi.

Si parla di 5, 6 o 7 passaggi attraverso sostanze chimiche l’ultimo dei quali, oggi, consiste nel sottoporlo all’azione di un brillantante- riflessante, il “blu oltremare”  (così si chiama!!).

In conclusione, quello che troviamo oggi sugli scaffali dei supermercati non ha quasi più nulla di vegetale, quasi più nulla del tubero chiamato barbabietola.

Quali sono allora, i danni che provoca lo zucchero raffinato?

Vediamo:
chi mangia zucchero raffinato (ad esempio fa colazione con caffelatte zuccherato, biscotti e marmellata) va incontro ad un rapido aumento della glicemia   →  che determina un’immediata iperproduzione pancreatica di insulina  →  che a sua volta fa abbassare la glicemia,  →   determinando un senso di fame che porta ad introdurre nuovamente zuccheri (il cappuccino con il cornetto a metà mattina)  → che però fanno immediatamente rialzare la glicemia e quindi l’insulina, determinando una nuova fase di ipoglicemia (per cui si arriva a pranzo con il buco nello stomaco) e cosi via in un circolo vizioso che alla lunga porta inevitabilmente all’obesità e a tutti i problemi ad essa collegati.

Al contrario, i cibi integrali aiutano chi vuole dimagrire, perché da un lato le fibre che contengono, rigonfiandosi nello stomaco e nell’intestino, danno un maggior senso di sazietà, e dall’altro favoriscono un assorbimento lento e graduale degli zuccheri, prevenendo cadute dei livelli di glucosio nel sangue (la glicemia) che farebbero aumentare il senso di fame.

Ugualmente tranquillo può stare, da questo punto di vista, chi mangia frutta in abbondanza, perché, contrariamente a quanto si sente dire in giro ahimè anche da parte di medici poco informati (!!!), il fruttosio della frutta non provoca aumento di glicemia, perché non abbisogna dell’insulina nei suoi processi di assorbimento.

Alcuni dati:      

consumo di zucchero in Italia: 2 kg pro capite agli inizi del 1900;  55 pro capite kg nel 1990.

I dati aggiornati ad oggi non li ho, ma state certi che il consumo è sicuramente aumentato e di molto!!.

Lo zucchero oggi lo trovate da tutte le parti: nel pane, negli insaccati, nelle conserve, persino nelle sigarette (fino al 17%), e in molto, molto altro.

Impariamo a leggere le etichette di quello che portiamo a casa (in Germania insegnano a leggere le etichette nelle scuole elementari: in Italia non si può, ci sono le lobbies !!!)

Un altro effetto killer dello zucchero raffinato è quello segnalato da uno studio di una Università californiana nel 1979 e riguarda gli effetti negativi che esso ha sul sistema immunitario (mamme, leggete con attenzione e portate il pensiero ai vostri pargoletti !!)

Ebbene, secondo questo studio, un sistema immunitario (i globuli bianchi) in buona salute riesce normalmente a fagocitare ( a papparsi) 14 germi in 5 minuti; dopo 6 cucchiaini di zucchero se ne pappa solo 10; dopo 12 cucchiaini di zucchero riesce a papparsene solo 5 e, per farla breve, dopo 24 cucchiaini di zucchero ingeriti non riesce in 5 minuti a fagocitare neanche un solo germe.

Voi direte: ma è quasi impossibile prendere 24 cucchiaini di zucchero!!

Siete sicuri? Facciamo due conti: vi sono da 6 a 10 cucchiaini di zucchero in una lattina di bevanda zuccherata (coca-cola, aranciata, succo di frutta etc.). Vi sono 5 o 6 cucchiaini di zucchero in un cornetto, una brioche, una porzione di dolce.

Poi considerate lo zucchero del caffè, del cappuccino e quello che Nostra Sorella Industria Alimentare dispensa in ogni dove (pane, insaccati, conserve, sigarette etc.), e vedrete che non è affatto difficile raggiungere e anche superare la soglia dei 24 cucchiaini, che faranno andare i vostri bimbi in giro con un sistema immunitario pressochè paralizzato, oltre che con cuscinetti di grasso che aumentano da tutte le parti (come abbiamo visto prima).

Ma io uso solo zucchero di canna, direte voi!!!

Bella roba, dico io !!!   Sappiate che lo zucchero di canna di colore bruno che troviamo ormai in tutti i bar, è zucchero raffinato semplicemente colorato.

Sappiate che lo “zucchero di canna grezzo” che si trova nei supermercati è anch’esso di colore bruno ma ha lo stesso indice glicemico dello zucchero bianco (fa alzare la glicemia esattamente come quello).

Sappiate che lo “zucchero integrale di canna”, quello di colore più scuro, quello appiccicoso,  quello che sembra muoversi da solo quando lo prendete in un cucchiaino, il Mascobado o quello commercializzato da Alce Nero (per non far nomi) è solo relativamente meglio, avendo un indice glicemico dell’80% rispetto allo zucchero raffinato.

E allora cosa bisogna fare per difendersi dal killer zucchero?

Anzitutto conoscerlo meglio, perché come dice il famoso adagio, il nemico lo combatti meglio se lo conosci, e spero che queste mie brevi note vi siano di aiuto in questo senso.

In ogni caso è fondamentale impegnarsi a ridurne l’uso.

Se imparate a fare largo e abbondante uso di frutta fresca, di stagione e “ben matura”, la vostra voglia di zuccheri raffinati calerà progressivamente.

Potete imparare a usare come dolcificante dei vostri dolci (quelli che fate a casa) alternative più naturali allo zucchero, come ad esempio i datteri.

Quando vi prende “il buco allo stomaco” a metà mattina o nel pomeriggio, mettete in bocca due chicchi di uva passa o un fico secco e fatelo sciogliere lentamente, insomma  utilizzate la vostra fantasia, e ricordate che nulla ha il valore di un bel frutto maturo per saziare le nostre cellule, anche e soprattutto per i bambini.

Per oggi metto fine alla mia missione di terrorismo psicologico.

La prossima volta vi parlerò del secondo killer dell’era attuale: le farine doppio zero.

Alla prossima

Antonio Spagnuoli

La salute dell’uomo del terzo millennio

DSC_0017Sono Antonio Spagnuoli, medico, Presidente di questa associazione.
Ho intenzione di scrivere qualcosa, periodicamente, a proposito di cibo, stile di vita e salute, che sono i cardini su cui, insieme ad un ristretto gruppo di pazzi sognatori, abbiamo deciso di dare vita alla Associazione più o meno un anno fa.
Fu quando ci incontrammo quasi casualmente, tutti invitati a partecipare a un evento in cui, appunto, si discuteva di cibo e salute.
Senza che ciascuno conoscesse gli altri, la serata si svolse in un clima di spontanea concordia e assonanza di pensieri. Ciascuno per parte sua parlò in libertà, ma fu subito chiaro che eravamo tutti torrentelli di uno stesso fiume.
Nulla nell’universo avviene mai per caso !!! (uno dei principi cardine della fisica quantistica, in grande auge da qualche decennio) e allora non si poteva ignorare questo forte segnale.
Così ebbe luce la nostra Associazione.
Dopo questa doverosa introduzione, concedetemi adesso di approfondire qualche argomento.

Come siamo messi noi esseri umani dal punto di vista della salute, oggi?

Risposta facile: ciascuno di voi, solo guardandosi intorno, può vedere il disastro delle attuali condizioni di salute delle popolazioni del cosiddetto mondo evoluto, quello della civiltà industrializzata occidentale!!!!

Parlando solo della nostra amata penisola italica, recenti reports dicono che le nostre donne nel 2004 cominciavano ad ammalarsi seriamente (diabete, cardiopatie, malattie degenerative e tumori) all’età di 71 anni.
Ebbene le stesse nostre amate mamme, nonne, mogli o sorelle, nel 2012 hanno cominciato ad ammalarsi delle stesse malattie all’età di 61 anni!!! (dati EUROSTAT: l’ ISTAT europeo).
Sconvolgente: in soli 8 anni hanno perso 10 anni di aspettativa di vita in salute, senza malattie.
Le cose non stanno in maniera molto diversa per gli uomini che dal 2004 al 2012 hanno perso 7 anni di esistenza in vita senza malattia, passando da 69 anni (età in cui si ammalavano nel 2004) a 62 anni nel 2012.
Di recente il direttore generale dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) Margareth Chan, un medico cinese, ha espresso un gravissimo allarme:
Questa generazione di bambini onnivori vivrà meno dei propri genitori, per la prima volta nella storia dell’umanità.
Eminenti antropologi hanno dichiarato che il genere umano è destinato a estinguersi nel giro di 12 generazioni, per i più ottimisti fra loro, e in 5 generazioni per i più pessimisti!!!!

1) Ma perché tutto questo sta accadendo?
2) E davvero non possiamo far niente se non assistere inermi a questa catastrofe?

Esaminiamo la prima domanda e facciamo alcune considerazioni:
– La nostra alimentazione è cambiata negli ultimi 50 anni, come mai era cambiata nei 10.000 ultimi anni.
– Negli ultimi 100 anni l’uomo ha creato qualcosa come 80.000 molecole tossiche, mentre la natura riesce a crearne 1 in 10.000 anni
Il consumo di farmaci e di vaccini dal dopoguerra in poi, registra un incremento costante: siamo all’assurdo che da qualche tempo gli uni e gli altri vengono regolarmente pubblicizzati in (maledetta) TV e sui giornali!!!
Sedentarietà: la vita che facevano i nostri nonni e bisnonni li portava ad una attività fisica quotidiana nettamente superiore alla nostra di oggi e, ahimè, soprattutto dei nostri figli (la nostra Basilicata primeggia per percentuale di bambini sovrappeso!!)

Dunque bastano queste semplici considerazioni per rispondere alla prima domanda.

E veniamo alla seconda domanda.
Risposta: c’è tantissimo che non solo possiamo fare, ma che abbiamo il dovere di fare, per noi stessi e per i nostri figli.
Dal momento che il Ministero della Salute (che forse più correttamente si dovrebbe chiamare Ministero della Malattia) sembra tutelare più l’economia che la salute, allora alla salute dobbiamo pensarci noi !!!
E proprio a questo riguardo, il rischio più grosso che corriamo è quello della NON conoscenza, della NON cultura e della NON informazione.
40 o 50 anni fa non c’era Internet, non c’era il web e dunque le informazioni relative alla corretta alimentazione erano quelle della mamma, della nonna o della maestra che, in assoluta buona fede, riportavano lo scibile corrente e a nessuno veniva in mente che potessero essere false.
Oggi non è più così. Abbiamo i mezzi per informarci e possiamo da soli capire se davvero il latte della mucca ci fa i denti sani e le ossa forti o se piuttosto ci regala osteoporosi, malattie degenerative e tumori.
Ci sono voluti 40 anni per dire che il latte di mamma è più adatto del latte di mucca, per il bambino.
Forse ci vorranno 20 anni per dire che il latte di mucca non è adatto all’uomo, e fa male!!
La lista degli esempi potrebbe continuare a lungo, ma per questa nostra prima chiacchierata può bastare così.
Avremo modo nei nostri prossimi incontri sul sito ( che spero possano avere una cadenza almeno mensile) di approfondire i vari argomenti.

Alla prossima
Antonio Spagnuoli